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Il primo amore (2^ ed ultima parte)

 

 

- segue dal post precedente -

 

Quei mesi d’amore sfrenato ed innocente allo stesso tempo furono per me  la scoperta del sentimento e la riscoperta del sesso.

Riuscivo finalmente a filtrarlo attraverso una gamma di emozioni e di sensazioni che prima avevo solamente sfiorato e che finalmente mi permettevano di sublimarlo grazie alla fusione, tenera ma violenta, della mia mente con la mia anima e con il mio corpo.

La lenta e furiosa ondata incandescente che ne scaturiva confluiva e si annullava nel fiume di fiamme che proveniva da lei e dalle sue più segrete esplosioni di godimento assoluto. Un godimento che le gonfiava le tette fino a farle sembrare di marmo, le inturgidiva i capezzoli, le squassava i fianchi, la portava ad aprirsi squarciando per me il suo grembo tenero e la sua fica pulsante.

Come due esperti d’arte che si trovassero a selezionare le opere da esporre nella nuova sala di un Museo scartammo accuratamente, e di comune accordo, le tante occasioni che si presentarono per fare all’amore.

E le motivazioni avrebbero sicuramente fatto la felicità di qualsiasi sessuologa femminista: scarsa la riservatezza, insufficiente il tempo,   pericoloso il luogo, poco romantico il contesto, assente la necessaria intimità,  e così via.

Non sapevamo esattamente quello che volevamo, ma eravamo assolutamente certi di sapere quello che non volevamo.

Mi è capitato, a volte, di parlare di quel tenue legame che mi lega da sempre alla Fortuna, nel bene e nel male.  E fu proprio grazie a quel sottile filo invisibile che l’occasione giusta ci si presentò senza che noi facessimo nulla per cercarla.

Una famiglia fuori per lavoro, l’altra fuori per diporto, una gita scolastica abilmente marinata con la complicità di sua sorella e ci ritrovammo entrambe le nostre case a disposizione per tre lunghi giorni, due lunghissime notti. E qualche ora ancora, forse per un saluto struggente, forse per un’ultima penetrazione. Chissà.

La loro collocazione , lontane dal centro e protette con discrezione da una vegetazione  folta e curata, le rendeva entrambe dei perfetti nidi d’amore.

Grazie alla nostra età, verde anche se non verdissima, ci sembrava del tutto naturale definire in maniera tanto goffamente romantica la casa che avrebbe accolto e custodito i nostri primi, veri amplessi.

Anche se devo confessare che ancora oggi mi capita di usarla in assoluta spontaneità quando emozioni, sensi e sentimenti mi vengono sollecitati dalla donna giusta.

Sulla scelta della casa non ebbi alcun dubbio, e devo riconoscere che non ne ebbe nemmeno lei. L’avrei sverginata nel suo letto di bambina, anche se ormai stava vivendo da tempo le tempeste ormonali di una vera femmina.

Quel Venerdì mattina  chiudemmo dietro di noi i cancelletti dei nostri giardini, che non erano molto distanti tra loro, portandoci in spalla lo zainetto contenente i nostri effetti personali e la tradizionale colazione al sacco ed inscenammo la più perfetta delle finte partenze.  Che proprio perché finta risultò essere anche particolarmente puntuale.

Girammo attorno al primo dei filari di alberi che rispettivamente dividevano i nostri vialetti d’accesso e ci incontrammo, come convenuto, in un campo poco distante.

Evidentemente l’emozione ci aveva messo addosso, oltre ad un sin troppo vistoso stato d’ansia, anche un grande appetito. Riparati dagli alberi ci sistemammo in modo da poter tenere sotto osservazione, non visti, le nostre case e spazzolammo voracemente e in allegria le nostre colazioni.

Ci eravamo appena sfiorati con un bacio, lasciando di comune accordo alle ore successive il compito di registrare il compimento dei nostri primi riti d’amore.

Le sue labbra tremavano per l’emozione mentre mangiava con entusiasmo guardandomi intensamente con i suoi occhi trasparenti. Tremavano come le mie che sentivo pulsare quasi all’unisono con le vibrazioni del mio cazzo in piena erezione giovanile.

Ed ero certo che tra le sue cosce un sommovimento analogo le scuotesse la vergine vulva.

Stentavo a trattenere il sottile filo di saliva che mentre masticavo accennava a colarmi dall’angolo della bocca a causa dell’eccitazione che mi aveva assalito e che mi costringeva a passarmi continuamente la lingua sulle labbra.

Non mi meravigliai affatto quando guardandola mi resi conto che stava facendo altrettanto.

Capimmo praticamente assieme quello che ci stava succedendo e ne ridemmo con la gioia genuina di chi sa che sta per realizzare il suo sogno più grande.

Fu allora che, consumata la colazione, mi spostai al suo fianco, le passai un braccio sulle spalle stringendola a me e cominciai a titillarle i capezzoli. Una mano nella scollatura della leggera camicetta di seta, a tratti le afferravo i seni stringendoli forte come ad imporle il segno del mio possesso. Il mio sesso duro premeva disperatamente contro la coscia che mi aveva posato addosso allargando le gambe in una posizione che, considerata la sua delicata femminilità , non aveva nulla di osceno.

Incollata a me assecondava i miei movimenti e tremava sommessamente di piacere.

Dovemmo attendere quasi due ore perché le persiane delle nostre case si chiudessero e, l’una a poca distanza dall’altra, le auto dei nostri cari si allontanassero. Due ore che trascorremmo scambiandoci ogni genere di coccole e promettendoci  abbandono e passione per l’immediato. Ed amore eterno.

Due promesse che abbiamo mantenuto nonostante le vicende della vita ci abbiano  separati nello spazio, ma non nel tempo.

Ci avviammo verso casa sua percorrendo un vialetto laterale, mano nella mano. E raggiungemmo la porta posteriore senza difficoltà.

Entrando guardai quegli ambienti che conoscevo tanto bene come se li vedessi per la prima volta. Ed anche lei era allegra, felice, radiosa come non mi era mai capitato di vederla.

Per quanto incredibile possa sembrare decidemmo di trascorrere una giornata normale, proprio come una coppia adulta e consapevole di potersi immergere nel piacere in qualsiasi momento del giorno o della notte.  Decidemmo che i locali dove avremmo vissuto il nostro week-end sarebbero stati il soggiorno cucina al piano terra e la sua camera al primo piano e lì orientammo le stecche delle persiane perché entrasse più luce. Di sera avremmo chiuso i tendaggi pesanti per poter accendere le lampade senza che dall’esterno qualche curioso se ne potesse rendere conto.

Quando, prima ancora che cominciassimo a preparare il pranzo, le dissi che durante ogni istante di quei nostri giorni d’amore l’avrei voluta completamente nuda mi sorrise arrossendo.

Poi si avvicinò sussurrando – Spogliami tu -

Lo feci lentamente, assaporando ogni attimo ed ogni centimetro della sua pelle che  via via andavo scoprendo. I suoi indumenti leggeri tendevano a scivolare via, ma io li trattenevo con le mani perché la potessero percorrere lentamente accompagnandoli verso il pavimento.

Le sue giovani tette ballonzolarono deliziosamente mentre l’elastico del  reggiseno le sollecitava quando lo slacciai. I suoi capezzoli, piccoli e delicati, si indurirono  sotto i miei polpastrelli.

Il suo ventre era contratto, il suo grembo fu scosso da un lungo fremito appena le feci cadere le mutandine alle caviglie ed incollai le labbra alla sua fica già colma di umori freschi come rugiada.

La presi tra le braccia, le feci fare un passo in avanti per aiutarla a liberarsi dei vestiti rimasti ai suoi piedi e presi a spogliarmi, lasciandola lì, davanti a me.

Mi interruppe immediatamente, con ferma timidezza, dicendomi che ci avrebbe pensato lei.

Replicò, gesto dopo gesto, i movimenti che poco prima avevo compiuto per lei sul suo corpo e concluse sfilandomi con malcelata frenesia i boxer, posandomi le labbra  sulla cappella ed accogliendo finalmente il mio cazzo nella sua bocca appena dischiusa.

Fu un’impresa eroica trattenere un accenno di eiaculazione precoce, sollevarla ed abbracciarla stringendola contro di me teneramente.

La mia mazza turgida rimbalzò allegramente tra le sue cosce quando l’allontanai da me e la condussi decisamente verso la cucina.

Ci affrettammo a recuperare dal nascondiglio che lei aveva accuratamente individuato in cantina nei giorni precedenti i cibi e le bevande che avevamo acquistato assieme per rendere l’occasione ancora più completa, più ricca delle sfaccettature che la vita regala  a chi trascorre ogni istante del suo tempo assieme alla persona che ama.

Preparammo, allegri e pasticcioni, svariati piatti gustosi e persino elaborati giocando con l’amore, il sesso e la felicità.

La cucina risplendeva dei suoi sorrisi, delle sue risatine allegre e concitate per i gesti che stava compiendo e per quelli che sapeva avrebbe compiuto di lì a poco. Ad ogni movimento del suo corpo il leggero grembiule si spostava scoprendo maliziosamente qualcosa di lei ed ingigantendo il desiderio che mi montava dentro lasciandomi in uno stato di eccitazione perenne e di vistosa erezione su cui spesso posava incantata lo sguardo.

Facemmo precedere il nostro lauto pranzo  da un improbabile brindisi con dell’autentico Champagne.

Incredibilmente mangiammo molto bene. Bevemmo del buon vino bianco e concludemmo il nostro primo, meraviglioso tete à tete con cantuccini e Vin Santo.

Anche se nessuna delle pietanze mancava del giusto condimento le insaporimmo ancor più scambiandoci, tra un boccone e l’altro, sfioramenti, baci e carezze che al gusto del cibo aggiungevano quelli della  passione quasi vergine, del giovane desiderio e dell’innocente trasgressione. Oppure scambiandoci semplicemente il boccone lasciando libere le nostre mani e la nostra ormai sfrenata fantasia.

Alla fine ci bastò uno sguardo per capire che entrambi avevamo deciso di andare a letto.

La sua camera, che pure conoscevo bene, era perfetta. L’aveva trasformata con tutta la sua dedizione in un vero nido d’amore. Qualche merletto che solitamente non c’era, la toilette a fagiolo, su cui comunemente teneva la collezione di bamboline di porcellana, ospitava invece un vistoso ma elegante necessaire per la cura dei suoi lunghi capelli. Una cascata di pelouches che cadeva ad arte dagli scaffali dei libri costituiva, dopo di lei, la cosa più morbida della stanza.

Il materasso del letto, fortunatamente di una piazza e mezza, era invece teso ed elastico. Un letto deliziosamente animato dai colori della sua innocenza e da volants di trine che lo facevano sembrare una bomboniera.

Era evidente che aveva speso tutta la sua dolcezza nel preparare l’alcova dove mi avrebbe donato la sua verginità.

Avevo tra le braccia una donna ancora bambina o una bambina che giocava con tutto il cuore a fare la donna.

E quel cuore lo sentii battere forte quando la feci distendere al mio fianco e me la tirai contro delicatamente. La baciai come non l’avevo mai baciata prima. La mia lingua si intrecciava alla sua in una estenuante serie di guizzi e di intrecci. Le sue labbra erano aperte, quasi squarciate, proprio come le sue cosce mentre rispondeva alle mie prime carezze.  Il palmo della mia mano destra, che fino ad allora aveva sostenuto la sua testa abbandonata nel bacio, prese a scivolarle addosso. Con sensuale semplicità mi soffermai sul suo collo, sulle tette sode ed elastiche mentre con le dita giocavo con i suoi capezzoli.

Presi a percorrere tutto il suo corpo accarezzandola, toccandola, titillandola, penetrandola con le dita, dopo averla penetrata con lo sguardo. Alle mani avevo fatto seguire la lingua, gli occhi, tutto me stesso.

Era la prima volta che potevo guardarla  così impudentemente. Riuscivo a cogliere tutte le sfumature del rosa che la sua fica offerta mi regalava mentre le mie dita le sollecitavano il clitoride facendola gemere.

Vidi chiaramente, durante quella preparazione alla penetrazione finale, i suoi umori trasparenti sgorgare dall’intimità più profonda della sua vagina fino a colare sulle dita che la stavano violando.

I suoi orgasmi si susseguivano come onde di un mare agitato ma non tempestoso, gonfie, lente, inesorabilmente forti come i sentimenti e le sensazioni che stavamo vivendo.

Quando si abbandonò dopo aver goduto per l’ennesima volta mi guardò sorridendo con una dolcezza infinita e prese a giocare quasi timidamente con il mio cazzo rimasto naturalmente in uno stato di erezione perenne.

La domanda che aveva negli occhi toccandolo, sollecitandolo lentamente era del tutto evidente.

Fu allora che le montai sopra quasi violentemente, come risvegliandomi improvvisamente da un innaturale torpore.

Le aprii agevolmente le gambe usando con delicatezza le mie, mi sollevai sui gomiti per guardarla in viso prima di seguire il movimento della mia mano che afferrava il mio cazzo e glielo puntava decisamente tra le cosce.

La penetrai lasciando che la mia cappella si muovesse lentamente e superficialmente per allargare il suo orifizio già lubrificato.

Quando sentii che gemeva nuovamente di piacere e che anch’io ero sull’orlo dell’orgasmo trattenni con tutte le mie forze la sborra che mi ribolliva nelle palle gonfie e, mentre lei godeva, la impalai con un unico e potente colpo di reni.

La potenza della gioventù e dell’entusiasmo.

Lanciò un urlo di dolore. Uno solo. Io continuai a trattenermi e restai immobile dentro di lei. Quando si fu rilassata cominciai a pomparla lentamente, dolcemente.

Sentivo che tra i nostri sessi uniti si stavano mescolando gli umori del nostro piacere ed il suo sangue di vergine.

Ricominciò poco a poco a godere ed appena me ne resi conto accelerai il ritmo dei miei affondo, le passai le mani dietro la schiena afferrandola per le natiche, la sollevai costringendola ad alzare le gambe e pompai con tutto me stesso.

Lei, ormai, urlava sotto di me senza un attimo di sosta. Urlava tutto il suo piacere.

Io sentivo che stavo per svuotarglielo dentro. Pronunciavo parole sconnesse assieme a lei quando la riempii di tutta la mia sborra.

Le restai sopra, tenendola impalata e rilassandomi assieme a lei che si abbandonò, appagata. Abbassò le gambe che fino a quel momento aveva tenuto tese e sollevate e mi cinse i fianchi avvolgendomi in un abbraccio che univa i nostri corpi ancora di più di quanto potesse fare la mia penetrazione.

Impeto ed entusiasmo giovanili mi consentirono di restare a lungo dentro di lei, di sentire  il turgore del mio cazzo rinnovarsi più volte e di chiavarla ancora senza mai uscire dal suo corpo.

Non ci rendemmo conto del passare del tempo. Quando decidemmo di riordinare il letto per riposare era quasi notte. 

Ci alzammo ed immediatamente vedemmo, preoccupati e sbalorditi, la vistosa macchia rossa che il sacrificio della sua purezza aveva lasciato sul lenzuolo tenuemente colorato di pastello. Ci affrettammo a scoprire il materasso terrorizzati all’idea del danno irreparabile, ma sopra tutto d’origine inequivocabile, che aveva subito.

Ma scoprimmo, con grande sollievo ed immensa gratitudine, che la sorella maggiore aveva pensato anche a questo proteggendolo adeguatamente.  E sotto la protezione aveva lasciato un affettuoso biglietto con le istruzioni per l’uso della lavatrice.

Ancora oggi, quando la incontro, non posso fare a meno di ricordare con lei quella sua delicata maniera di aiutarci, quasi coccolandoci, nella nostra prima, indimenticabile esperienza. E di ringraziarla di cuore.

Trascorremmo quei giorni e quelle notti riempiendoli di una vita normale. Colazioni, pranzi, cene, giochi, amore e passione. Tanta passione.

Si abbandonò e si dette con tutta se stessa. La presi con tutto me stesso ed in tutti i modi possibili perché il nostro ingenuo entusiasmo ci portò perfino a sperimentare, a volte goffamente, i divini insegnamenti del Kamasutra. Presente tanto nella biblioteca di casa sua che in quella di casa mia.

Sollecitai ogni più intimo anfratto del suo corpo come lei fece con il mio.

Ricordo con immensa tenerezza la prima volta che le piantai il cazzo tra le tette, le strinsi tra le mani e cominciai ad agitare i fianchi in modo che ai suoi occhi sgranati per la meraviglia la mia cappella rossa e lucida scomparisse e riapparisse ad ogni pompata che le davo. Ma si riprese subito e comincio ad assecondare i miei movimenti sempre più frenetici fino a quando offrì la bocca aperta ai primi schizzi della mia sborra e la bevve ancora una volta.

Cercai anche il suo culo, che mi offrì senza ritegno. Lo penetrai con le dita, le slargai delicatamente lo sfintere, lo baciai, lo leccai. Ma quella volta decisi che non potevo e non volevo incularla.

Quando glielo feci, mesi dopo, salimmo assieme di un altro gradino la nostra scala del piacere.

Non ci siamo dimenticati e non potremo dimenticarci mai. Conserviamo viva e brillante dentro di noi questa nostra prima scintilla d’amore. E la rinnoviamo ogni volta che è possibile.

Lei è rimasta una delle pochissime donne con cui ho fatto, e faccio tuttora l’amore, senza desiderare e cercare altre presenze. Per me è profondamente vero che il primo amore non si scorda mai, anche se detta così risuona terribilmente di banalità.

E forse, perché resti davvero e per sempre il primo amore, non lo si deve snaturare assimilandolo a quelli, sia pure altrettanto profondi, che lo hanno seguito.

 

 

 

 

 

 

 

~ di Il Narratore on 8 Settembre 2007. Tagged: ,

38 Risposte to “Il primo amore (2^ ed ultima parte)”

  1. le tue storie sono sempre cosi piene di tenerezze -passione -sesso-amore,è un piacere leggerle ,tutto diventa cosi’ romantico e cosi tremendamente afrodisiaco.un saluto grandealice

  2. Grazie per avermi ritrovata. Così io ho potuto ritrovare te e leggere la continuazione del racconto che già a suo tempo mi aveva lasciata con il fiato in sospeso.Proprio molto bello. Perchè non c’è niente di banale. Tutto è molto fresco, appassioanto e erotico.a presto

  3. Ciao caro Narratore…era un po che non passavo da queste parti… come dice il nome stesso Rita se ne ITA…. ti ho letto e allora pensavo di aggiornarti…ha chiuso … il perche non lo so forse le andava e basta… un caro saluto

  4. Ciao,sono felice del tuo ritorno e che sei passato ad avvertirmi e a salutarmi.

    Hai visto?Alla fine mi hai trovato ancora su Tiscali.

    Nel frattempo ho però aperto anche un blog su Splinder,che ho quasi terminato di allestire.

    Ora,finchè ce la faccio,sto pubblicando su entrambi.

    Mi farebbe molto piacere se passi a trovarmi anche li’:

    http://speranzadivita2.splinder.com

    Un abbraccio forte forte.faraluna

  5. Ciao,lo sai che sei il primo che mi scrive che non gli piace l’atmosfera su Splinder?

    Probabilmente ,anzi sicuramente ti hanno condizionato i messaggi di chi mi ha scambiato per un’altra persona.

    Sono comunque contenta che sei passato.

    Un abbraccio. faraluna

  6. L’ultimo tuo commento su Tiscali non è molto chiaro per chi legge;per evitare equivoci è da completare come segue:”Tesoro! Essere il primo a dirti che su Splinder ho trovato un’atmofera che non mi piace,non mi spaventa….”

    Scusami,ma preferisco che i commenti non diano adito a non giuste interpretazioni.

    Ribadisco comunque che tutti sul blog Splinder hanno trovato un’atmosfera bella,tranquilla,che trasmette pace e molto accogliente.

    E lo testimoniano i commenti che mi hanno lasciato.

    Non capisco che tipo di atmosfera hai trovato tu,perchè in realtà non l’hai spiegato.

    faraluna

  7. x faraluna.

    Mi affretto a pubblicare la rettifica richiesta.

    Mi spiace solo, e tanto, che la mia sottile vena ironica non sia stata apprezzata.

    E con questo ritengo che si possa ritenere chiuso l’incidente.

  8. Ricambio il bacio.Devo dirti che io su wordpress mi trovo bene.Ma su tiscali non ho chiuso. Diciamo che sono in stand-by.Se ne avessi il tempo mi piacerebbe continuare su entrambi i blog. Vedremo.A presto…

  9. Ami le donne nel loro giusto valore o hai una visione distorta? Sai io credo nella loro grandezza e potenzialità. Tu le sminuisci, o no?

  10. Ami le donne nel loro giusto valore o hai una visione distorta? Sai io credo nella loro grandezza e potenzialità. Tu le sminuisci, o no?

  11. Ciao, è sempre una forte emozione….sei così….tu.

    Un bacio

  12. Infatti non ho apprezzato la tua sottile vena ironica in quanto non l’ho colta.

    Ho solo notato che per chi legge e non sa a che cosa ti riferivi,la tua frase impostata in quel modo,poteva dare adito a interpretazioni errate.

    Sono anche sicura che questa non era la tua intenzione.

    Ti ritengo una persona sensibile ed intelligente;e se rileggi la frase da persona esterna, credo che puoi darmi ragione su quanto ho affermato.

    Ora comunque questo piccolo incidente tra noi è davvero chiuso;mi dispiace che ti sia dispiaciuto…

    Vedi quanti dispiaceri per una frase non molto chiara?

    Ti abbraccio faraluna

  13. Eccomi qua caro e come promesso ho letto il tuo nuovo post, devo dire che scrivi molto bene, non tralasci dettagli e particolari degni di una penna fantasiosa ed acuta.

    Ci siamo “frequentati” pochissimo sui reciproci blog e quindi tu non hai ancora potuto capire che a me piace molto scherzare nel limite del lecito, ma mi piace anche essere molto schietta (è uno dei miei tanti difetti).

    Spero non prenderai quanto sto per dirti come una critica, ma semplicemente come un pensiero avvertito nell’immediato leggendo i tuoi post.

    Vedi, quanto trasmetti decisamente convolge, ma alcuni termini troppo espliciti stridono in maniera determinante, svilendo il sano erotismo con punte di pornografia, non voglio fare la puritana per carità, però se sostituissi certe terminologie con altre più velate ed ugualmente efficaci, secondo me otterresti una valorizzazione dei testi, che restano validissimi.

    Inoltre anche l’immagine femminile ne guadagnerebbe prestigio e visto che tu tieni tanto alle donne, mi parrebbe un ottimo omaggio da offrirgli, altrimenti dai l’mpressione di volerle paragonare ai famosi “oggetti” che danno tanto fastidio.

    Sono certa che la tua indubbia intelligenza ti farà recepire queste mie parole non come una critica, ma solo come un’ottica diversa con la quale si può ottenere un effetto migliore ed è solo ed esclusivamente mia.

    Un bacio

  14. Grazie per avermi ritrovata-commentata-linkata! =)

    Sai penso che il tuo blog sia uno degli unici a sfondo erotico che non parli solo di sesso crudo e spicciolo ma abbia in sè anche tanta dolcezza!

    Ti linkerò anche io! Ah, se puoi togli il primo link, quello di Sweetland, lascia solo My Sensation perchè ormai da moltissimo tempo è un blog chiuso, e poi ho trasferito moltissimi post su My Sensation, quasi ad essere un clone.

    Abbracci.

  15. tra passione e dolcezza, un fiore colto con tutto l’amore ed il rispetto per qualcosa di grande, che regala ad una ragazzina, la gioia di essere donna, e che non si può dimenticare mai!

    Un Bacio

    S.

  16. Ciao,non commento il tuo post, io che odio chi non legge cio’ che io scrivo e fa commenti di circostanza, io che ho chiuso un blog per la troppa estranenita’, perche’ mi sentivo oramai lontana anni luce da cio’ che e’ un blog…ormai lontana… via dai soliti convenevoli..Percio’ ho chiuso…perche’ non e’ un lavoro, perche’ non e’ necessario scrivere “belle parole le tue” da chi ha scritto un’enorme banalita’, perche’ tutti noi abbiamo i nostri momenti inspiegabili, perche’ ogni tanto bisogna rovesciare il tavolo, perche’ io non saluto per strada le persone che disprezzo, perche’ non mi interessa essere considerata una maleducata..Io sono Rita…maleducata, incomprensibile, burbera, stronza, lontanaRispondo cosi’ alla tua domanda da me, che mi e’ sembrata la piu’ sincera tra i vari commenti ricevuti.

  17. Grazie Rita!

    Sono felice che tu mi abbia trovato sincero. Perché tra le poche doti che presumo di avere la sincerità, la schiettezza, l’abitudine di dire quello che penso anche quando so bene che non mi conviene sono quelle a cui tengo di più.

    Mi dispiace che tu abbia deciso di andare via, ed ancora di più mi dispiacciono i motivi per cui lo hai fatto.

    Mi mancherai.

  18. I tuoi sono gli unici post lunghissimi che leggo.

    Hanno il potere di non annoiarmi per niente ;)

    Anzi.

  19. Aggiungo che sei anche una persona profonda;per niente superficiale.

    Un bacio. faraluna

  20. Ciao eroico erotico.

    Ci rimani solo tu.

  21. Prosa delicata la tua, questa volta più di altre.

  22. TEST

    1 A quanti anni ti sei resa conto di essere veramente diversa dai bambini dell’altro sesso? E come?

    all’eta di 7 anni perche ho visto un’amico fare la pipi

    2 A quanti anni hai provato le prime pulsioni sessuali, anche senza sapere di che cosa si trattasse esattamente?

    13

    3 Quando hai avuto il primo orgasmo? Dove? Come?

    15, a casa per masturbazione

    4 La prima volta ti sei toccata da sola, o ti sei fatta toccare da qualcuno?

    Racconta brevemente questa esperienza.

    15 anni, a casa con il primo fidanzatino che aveva 3 anni piu di me ed era piu esperto;é la prima volta che qualcuno mi ha toccato ed ho raggiunto l’orgasmo

    5 Hai mai spiato una o più persone più grandi di te per cercare di carpire informazioni sul sesso oppure turbamenti di natura sessuale?

    Racconta come.

    non l’ho mai fatto

    6 A quanti anni hai avuta la prima esperienza di contatti diretti con l’altro sesso? Racconta come e con chi.

    il primo bacio avevo 14 anni, ero al mare dagli zii e mi ero “innamorata” del bullo del paese da cui tutti dicevano di stare attenta

    7 A quanti anni sei stata sverginata? Racconta come e con chi.

    a 16 anni con il primo fidanzato serio, con cui sono stata un’anno; si chiama iacopo ed ero a casasua senza i suoi. é stato molto romantico, aveva cucinato per me e quando l’abbiamo fatto aveva messo la musica

    8 Quanti uomini ti hanno posseduta? Parla di loro e di come ti hanno presa.

    sono stata con due uomini, il mio é sempre stato l’amora classico, senza troppi eccessi. mai sesso anale ma spesso sesso orale

    9 Hai mai succhiato il sesso di un uomo? Se si, hai bevuto? Racconta le tue emozioni e le tue reazioni, specialmente quelle della prima volta.

    si l’ho fatto e ho bevuto. la prima volta mi ha fatto venire il volta stomaco e mi ero ripromessa di non farlo mai piu.. ma poi é capitato e dopo é stato diverso

    10 Ti sei mai fatta baciare e succhiare il sesso da un uomo? Racconta del primo e di tutti gli altri, se ce ne sono.

    si é successo; é una cosa che mi eccita molto, sopratutto prima del rapporto; la prima volta pensavo che mi sarebbe scoppiata la testa perche mi pulsavano le tempie e mi bruciava la testa

    11 Hai mai avuto rapporti con altre donne? Se si, racconta fatti ed emozioni.

    mai avuti(fin ora)

    12 Sei mai stata sodomizzata? Racconta.

    mai

    13 Parla liberamente delle tue masturbazioni.

    non succedono spesso, quando lo faccio é spesso con la mano e non con vibratori

    sono momenti dove mi scopro e mi appago

    14 Attualmente sei appagata? Spiega il perché tanto in caso negativo che positivo.

    si attualmente sono appagata perche conosco il mio corpo e non mi vergogno del mio corpo, anzi mi piace mostrarlo e gratificarlo

    15 Racconta tutte le tue esperienze più trasgressive.

    non sono molto trasgressive, una volta sola sono stata bendata e ho fatto sesso con forza, quasi violenza fisica per la volgia che c’era di essere posseduta

    16 Racconta le tue fantasie erotiche più sfrenate.

    la mia fantasia é di provare a fare sesso anala pero non in modo volontario, di essere presa di forza,di essere masturbata da due uomini insieme concentrati solo su di me

    l’altra fantasia é fare sesso a 3, con un’altra donna

    17 Sei sposata o sei stata sposata? Racconta.

    no e mai stata

    18 Sei mai stata protagonista di un rapporto incestuoso? Se si, racconta.

    no

    19 Sei mai stata violentata da uno o più uomini? Se si, racconta.

    no

    20 Sei mai stata violentata da una o più donne? Racconta.

    no

    21 Parla di qualsiasi cosa ti venga in mente riguardo questo test, l’effetto che ha avuto su di te e di eventuali argomenti che non siano stati trattati.

    questo test é molto personale, pero ti fa pensare a cose passate e in certi momenti mi ha fatto anche arrosire perche dovevo mettere nero su bianco cose che ho fatto e che nessuno sa

    22 Racconta i tuoi sogni, i tuoi desideri, non soltanto sessuali.

    il mio sogno é quello di innamorarmi veramente e di essere trasportata sia dal sentimento fisico sia da quello emotivo cosa che non mi é ancora successa fino infondo;

    un mio desiderio é quello di realizzarmi a peino in quello che voglio; nella vita nell’amore nel lavoro nell’amicizia..; speriamo vado bene!!!

    ps:cmq complimenti per il test..

    E’ certamente possibile rispondere anche in più riprese. L’importante è che, se si decide di farlo, lo si faccia con sincerità e senza alcun tabù.

  23. x Eleonora.

    Ti ringrazio per aver risposto ai quesiti del mio test ed anche dei complimenti che mi fai.

    E’ strano che tu abbia inviato le risposte come commento all’ultimo racconto e non riservatamente nella mia e-mail.

    Non conoscendo i tuoi recapiti ti scrivo qui per informarti non le pubblicherò a meno che tu non mi autorizzi espressamente.

    Se e quando mi darai la possibilità di comunicare con te potrò anche inviarti un tuo profilo, sempre che ti interessi.

    Nel caso non mi rispondessi riterrò il tuo silenzio come approvazione alla pubblicazione.

    Ti bacio.

  24. Ciao Carissimo!!

    Certo puoi tranquillamente pubblicare il mio test!

    e inviarmi il mio profilo nell’indirizzo che ti mandero’!!

    Grazie a te!!

    bacissimo!!

  25. Ciao. Passo a salutarti aspettando di poter leggere un tuo nuovo post.Nel frattempo di mando un bacio e ti auguro buon weekend

  26. Sarà ancora più interessante questa attesa se tu credi che il nuovo racconto potrebbe schioccarmi.Attendo…Un bacio

  27. Che dire…un vero Narratore.

    Anche per chi non amasse l’argomento o lo scoprisse per la prima volta, il tocco delicato ma deciso non puo’ non affascinare.

    Preferisco l’impaginatura della seconda parte, poichè meno faticosa da leggere. Il video penalizza e l’effetto “mattone” non è raro.

    Merita anche “il tuo brivido”.

  28. Luca.Ed io avevo dodici anni.

    Ero invaghita di questo ragazzino che percorreva il viale intero di casa mia,impennando la moto rossa.

    Un’acrobata che si esibiva sempre alla stessa ora di ogni giorno e stranamente quando pioveva.

    Ero molto piccola ,fu un’amore che consumo’ insieme all’asfalto;)….

    Pero’ non si dimentica.E’ vero.Lo ricordo con una strana e viva emozione.

    Scandito ed elegante il tuo scrivere di vizi e virtu’.

  29. Mi ritrovo con piacere tra le tue maestrie di penna. Ritorno.

  30. Grazie! Imbarazzato? E perchè mai?

    Ti leggo sempre con Estremo piacere.

    Un abbraccio

    Skate

  31. Grazie. E grazie della visita.

    Tornerò a leggerti con calma, perchè alcuni post meritano calma e adesso ho il raffreddore e non riesco a concentrarmi!

    Un abbraccio

  32. Ma che bell’atmosfera che regna nel tuo mondo!!!

    Sono un pò di fretta oggi, ma tornerò a trovarti, voglio fare anche il test “sinceramente” :D

    Buona serata

  33. Che emozione ogni volta entrare in queste tue atmosfere… mi sento avvolgere…



    Dipende da quali “paure” si intendano… per i nostri cavalieri…

    parola del commento: “lingue”… mmmhhhh…

  34. Lapsus? Non direi.. l’uso della maiuscola non è casuale, e spero proprio che non ti dispiaccia.

    A quando il prossimo brivido?

  35. Ciao,passo spesso qui,ma visto il lungo silenzio stasera ti lascio un saluto e un abbraccio. faraluna

  36. Di natura sono poco paziente. Ma questa volta cercherò di esserlo, attendendo il tuo nuovo post.Nel frattempo ho riletto con piacere questo e ti saluto.Spero a presto. Un bacio

  37. Lo ammetto. Anche le tue visite mi fanno un certo effetto, un effetto piacevole.A presto

  38. That’s not just logic. That’s really seisnlbe.