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Syrin per il Narratore. La locanda – parte seconda -


Raccogliendo il morbido guanto di sfida piumato che le avevo lanciato,  Nenet ha accettato, prima delle cugine, di scrivere quello che la sua fervida fantasia le ha ispirato come degno finale della storia di cui avevo tempo fa pubblicato la prima parte.

 

E questa è la volta di sua cugina Syrin che mi onoro di ospitare  così com’è. Nature, in tutto il suo splendore di Dea delle Acque. Ammantata soltanto di candidi spruzzi e di  segrete profondità.

Capace di fondere i colori del mare e della Luna.

L’argento dell’anima ed il blu abissale dei sensi.

 

Doverosamente pubblico nuovamente il suo accorato appello alla benevolenza dei lettori:

"Fattici due risate sopra (se ci riesci) e cestinalo pure se reputi non vada bene, non mi offendo. Se decidi invece di pubblicarlo, per carità, scrivi una premessa dicendo che non sono una scrittrice e che con questo non intendo ritenermi tale ma che mi sono prestata volentieri ad un gioco, per puro divertimento. (mi ricordo quando altri scrissero su Eva tutto quello che ne uscì) :D DDDDDD"

 

Distesi uno accanto all’altra riflettevo su un fatto: non conoscevo il nome della mia compagna d’avventura. Essa infatti era muta … comunicavamo con gli sguardi e con i gesti, un aspetto che rendeva il tutto molto eccitante … i nostri corpi, il nostro toccarsi e guardarsi intensamente in fondo agli occhi ci rendeva così intimi da esaltare al massimo possibile anche la più piccola sensazione.

Avevo deciso di chiamarla Serena e a lei piaceva. Quel suo modo di sorridermi e abbandonarsi a me mi trasportava in un mondo di pace …

Nudi sul letto respiravamo all’unisono il profumo intenso del mare che giungeva dalla finestra aperta della stanza gemella … il suono della risacca rimandava uno strano e insolito canto lontano … non capivo se di voce o strumento …

Serena si alzò e spense la luce. Solo allora notai sul soffitto la presenza di un lucernaio ovale dal quale la luce lunare entrava e formava un gioco di ombre sulle pareti con gli oggetti della stanza … lei si muoveva sinuosa e a quella luce il suo corpo pareva cosparso d’argento!

Tornò fra le mie braccia sorridente, sentii l’odore del suo corpo e fu come una boccata di inebriante profumo   

Le nostre labbra si sfioravano piano e le nostre mani si muovevano sui nostri corpi con carezze dapprima leggere e poi sempre più profonde … desiderose di gustare ogni attimo, finalmente.

Un toccare leggero alla porta e nella stanza gemella entrarono in tre. Riconobbi l’ostessa e la figlia ed un terzo figuro che non avevo ancora mai visto. Portavano qualcosa che sembrava essere molto pesante e lo deposero sul letto. Dal movimento dell’oggetto capii subito che si trattava di un materasso ad acqua. I tre uscirono senza degnarci di uno sguardo, evidentemente abituati a vedere scene come quella che noi offrivamo loro, pensai.

Alzai le spalle e tornai a dedicarmi alla mia amica ma lei si alzò dal letto e mi prese per mano. Lentamente mi condusse dall’altra parte della stanza, sull’altro letto. Ci tuffammo sul materasso ridendo come due bambini sulla nuova giostra ed iniziammo a rotolarci assecondando il movimento dell’acqua che vi si trovava all’interno. Devo ammettere che era la prima volta che facevo l’amore su un materasso ad acqua e quell’ondeggiare dava una spinta in più al nostro godimento.

Forse fu per questo e per il gorgogliare dell’acqua in movimento che ci ritrovammo a provare sensazioni del tutto nuove, consapevoli che quello sarebbe stato un incontro fuori dal comune da cogliere attimo per attimo, fosse anche l’ultimo!

Godevo dentro di lei e avevo la sensazione che ad ogni spinta penetravo sempre più il suo animo mentre il suo corpo pareva espandersi, accogliente e caldo …

Ora lei era sopra di me, i capelli di seta a carezzare il mio viso e le mie mani a carezzare i suoi seni e poi giù sui suoi fianchi impazziti … non capivo più nulla … dov’ero … chi ero … ma soprattutto dove stavo andando … Gli attimi che seguirono furono come il susseguirsi veloce dei fotogrammi di un film. Aprii gli occhi un istante e vidi un oggetto lucente fra le mani di lei … la lama di un coltello!!! Dunque ero così vicino al godimento supremo ed alla morte allo stesso tempo!!! Allora sarei morto ma sarei morto godendo!!! La lama calò con forza, ma non su di me come pensavo … colpì con violenza il materasso!! Un istante e mi trovai completamente sommerso dall’acqua ma la cosa incredibile fu che non sentivo più il contatto con il letto!! Preso dal panico aprii gli occhi: non ero più nella stanza ma in mezzo al mare!!! Lei si accorse del terrore dipinto sul mio viso e prima che potessi respirare incollò la sua bocca alla mia soffiandomi aria per impedire ai polmoni di riempirsi d’acqua e annegare.  

Mi strinse a se e accarezzò dolcemente il mio viso nel tentativo di rassicurarmi:

- Non temere, non ti accadrà nulla, respira con me …-

Nuotammo verso l’alto fino a raggiungere la superficie e ad uscire finalmente allo scoperto … la riva era poco distante, la raggiungemmo in poche bracciate. Esausti ci sdraiammo sulla battigia, la luna alta nel cielo pareva sorriderci. D’un tratto udii un suono, un canto sembrava provenire da lei. La guardai in volto … cantava, ma non muoveva le labbra per farlo, la sua voce veniva da dentro!!!

- Ma tu … chi sei?? -

la guardai e osservando il suo corpo mi accorsi che aveva la pelle lucente, pelle d’argento!!! E al posto delle flessuose lunghe gambe una coda di pesce!!!

- Amore … – riprese a parlare senza muovere le lebbra – solo così potevo tornare ad essere me stessa e tornare al mio mondo … una creatura del mare che al mare sempre ritorna … Ora sei tu che devi scegliere: puoi tornare al tuo mondo, alla tua vita oppure venire con me a godere per sempre d’amore e d’ogni delizia che a noi soli è concessa …-

Avvicinò il suo viso dolcissimo al mio, la sua mano fra i miei capelli e mentre riprendeva il suo canto sfiorò le mie labbra sì che quel suono pervase tutto il mio essere. Chiusi gli occhi rapito in quell’estasi … avevo già deciso…..

                                                        

                                                                             Syrin per il Narratore  

~ di Il Narratore on 2 Ottobre 2009. Tagged: , , , , , , ,

6 Risposte to “Syrin per il Narratore. La locanda – parte seconda -”

  1. Cavalier Narrante, grazie per la Vostra cordiale ospitalità e soprattutto per le Vostre parole introduttive!!!!Buon viaggio a Voi e ai Vostri Lettori!!!Syrin

    tiscali mi fà scrivere SOPRA … o sotto??? :D DDD

    IL NARRATORE PER SYRIN.

    Con Voi, Milady delle acque, mi sembra più appropriato “sotto”.

    Sott’acqua, naturalmente!!

  2. E’ intrisa di una delicata passione questa storia.

    Mi è piaciuto leggerla :-)

    Teresa

    IL NARRATORE PER TERESA.

    Syrin ed io ne siamo veramente felici. Lei è una Sirena che sa trasformare l’acqua in morbide carezze!

  3. un saluto veloce…

    anche se tanta dolcezza…invita a restare ^-^

    IL NARRATORE PER D.I.

    “Noi” siamo qui, torna quando vuoi. :-) )

  4. ciao Narry … ti ho mandato il terzo finalino, fammi sapere se hai ricevuto, in questi giorni ho avuto problemi con la posta! :) Buona domenicaNenet

    IL NARRATORE PER NENET.

    Sta tutto finalmente impresso a lettere di fuoco nel divino archivio delle Muse!!!! :-) ))

    Le rotative delle Edizioni “Il Narratore” sono già a pieno regime e partoriranno presto il tuo capolavoro!

    Evvvaaaiiiiiiiiiiiiiiii…………

  5. che dire..complimenti a Syrin per questa romantica versione della storia,soprattutto perchè mi riporta ad un “cantosoave”che mi appartiene.

    IL NARRATORE PER OFRIS.

    Le Sirene ammaliano grazie ad un “cantosoave” che appertiene soltanto a loro. E Syrin ne è una delle espressioni più belle.

    Ma “qualcosa” mi fa pensare che lo sia anche tu!

  6. solo le immagini fanno sognare…ho proprio bisogno di sognare un pò…:(

    IL NARRATORE PER CECILIA

    Sognare è un bisogno atavico.

    Il sogno è una proiezione dell’inconscio nella nostra vita, ma è anche una proiezione della nostra vita nell’incoscio.

    Sono felice se ti ho aiutata a farlo! :-)