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Il Narratore. UNA STORIA DI NATALE

Una Storia di Natale, di qualsiasi storia si tratti, non potrà mai essere totalmente asettica.  Resterà sempre e comunque permeata di quelle atmosfere senza contorni, come fossero immagini filtrate attraverso una calza di seta rosa pesca. Immagini mai ritoccate che si sono andate sedimentando dentro di noi nel corso degli anni.

Dai giorni caldi e felici dell’infanzia segnati dai cioccolatini del Calendario dell’Avvento, alle notti di Vigilia illuminate di luci e pacchi colorati. 

Dalle affannose  poesie recitate da piccoli prima di pranzo, ai dolciumi tradizionali di casa nostra che quel pranzo chiudevano con il loro gusto di dolcezze antiche promesse dai nonni ed attese tutto l’anno.

Atmosfere che oggi i padroni del mercato libero tentano di rinnovare artificialmente  nei centri commerciali e nelle strade con addobbi rilucenti di led glaciali.

Atmosfere che ammantano di  gelidi bagliori azzurrati  i canti Natalizi digitali che accompagnano i nostri frettolosi e disincantati acquisti di Natale.

Atmosfere che, per quanto costruite ad arte non per incantare i nostri cuori ma per carpire i nostri danari,  riescono ugualmente a rimescolarci dentro i ricordi, a pungerci l’anima con la nostalgia di Feste perdute, con la tristezza di un calore dimenticato, con l’angoscia di un’infanzia ormai troppo lontana.

A volte può essere così! Ma non sempre!

- In fondo che male c’è  ad approfittare cinicamente di una squallida operazione di marketing se questa può farmi bene al cuore? Ed all’anima.

Se, rimescolando i miei ricordi,  può riportarmi ad una sera di tanti anni fa quando, mano nella mia mano, una ragazzina incantata sgranava gli occhi davanti ad una vetrina di Via Manzoni,  luccicosa di strass incastonati in un povero argento che le luci, la gioia della vicinanza e la fantasia del Natale trasformavano nel  ricco platino che artiglia i diamanti delle Principesse? -

Entrammo. Lei con l’adolescente timidezza della prima volta. Io con la spavalda sicurezza di una prima volta che dovevo assolutamente dissimulare.

Impresa disperata  che non poteva riuscire, e che difatti non mi riuscì con l’esperto commesso di stampo tipicamente Britannico che,  in un impeccabile gessato grigio fumo di Londra,  benevolmente e dignitosamente finse di ignorare il nostro giovanile impaccio.

Ci fece accomodare davanti ad un piccolo banco decentrato di ciliegio e cristallo su due morbidi sgabelli foderati di velluto rosso e ci chiese amabilmente che cosa desiderassimo in particolare.

Naturalmente non ne avevamo la più pallida idea.

Ci guidò con il piglio deciso del professionista, e l’estrema pazienza del buon padre di famiglia, attraverso anelli, bracciali, collier, diademi, pendentif, ciondoli e catene, tutti rigorosamente presentati sopra un vassoio di velluto bleu,  fino ad una splendida spilla che associava in sé la dote della bellezza a quella di un prezzo abbordabile per le mie giovani tasche.

Un sole con dieci, lunghissimi raggi che pareva risplendesse di luce propria, nonostante i faretti della vetrinetta facessero sicuramente la loro parte.

Uscimmo da quella gioielleria tra i ringraziamenti che si convengono ad una coppia reale, mentre tenevo tra le mani una confezione che avrebbe fatto arrossire di vergognosa invidia quelle già rosse della Maison Cartier di Rue de la Paix.

Passeggiammo a lungo, ridendo, giocando, felici dello splendido dono e del nostro stare insieme. Prendemmo una colossale coppa di gelato al Biffi e finalmente ci avviammo, sempre mano nella mano, verso casa sua.

L’androne di quel palazzo di Corso Italia era ed è tuttora avvolto da una semioscurità complice ed accogliente che si stemperava nelle luci calde e soffuse dei lampioni del cortile interno.

L’appoggiai ad una delle colonne più nascoste del porticato e la baciai a lungo prima di estrarre quel sole dal suo astuccio prezioso per appuntarglielo sul petto.

Il suo respiro, fattosi improvvisamente rapido ed affannoso, le sollevava ritmicamente i seni ed il movimento faceva brillare ora l’una ora l’altra delle pietre della spilla, proprio come il sole accende alternativamente i cristalli di ghiaccio quando ci muoviamo lungo le pendici di una montagna innevata .

Piccoli bagliori che poco a poco mi ipnotizzarono proprio come quelli che si accesero nei suoi occhi quando le scoprii i seni.

Ci giocai, li succhiai mordendole teneramente i capezzoli.

Alla fine, in preda ad una eccitazione frenetica, quasi incontrollata, le sollevai la gonna, le incollai il cazzo ad una coscia e presi a muovermi, senza mai smettere di baciarla.

Qualche tempo dopo, mentre le schizzavo addosso tutto il mio piacere lei mi singhiozzò nella mano che la frugava il suo primo, vero orgasmo.

Buon Natale e Felice Anno nuovo!

 

 

 

 

 

 

 

 

~ di Il Narratore on 17 Dicembre 2009. Tagged: , , , , , , , , , , , , ,

9 Risposte to “Il Narratore. UNA STORIA DI NATALE”

  1. tanti auguri anche a te ;**

    che sia per sempre serenità…

    IL NARRATORE PER ROBERTOECO.

    Grazie!

    Splendide immagini quelle del tuo blog! Complimenti.

  2. Leggerti è, sempre più, un “piacere”. Grazie per questi piccoli ma gradevolissimi “spazi” che riesci a farmi ritagliare durante le mie giornate ricche solo di ripetitività.

    IL NARRATORE PER VITTORIA.

    Il “piacere” è una “virtù” profonda ed intensa. E “deve” essere sempre confessata senza remore. :-) )

  3. Cribbio Narry,”sei pieno di Vittorie “!!!!!!!

    Io sono quella “dei baci sparsi” ,volevo farti gli auguri ma preferisco farteli su Eva ,dove sono l’uica Vittoria !!!!!!!!Ciao ,amico Narratore.

    IL NARRATORE PER VITTORIA D.O.C.G.

    E’ vero. Sono un vincente!! :-) )))

    Ma non avrei MAI potuto riconoscerti, visto che i baci sparsi li riservi SOLO a Mario!!

    Gelosiaaaaaaaaaaaaaaaa……………..!!!!!!!

  4. mi racconti una favola alla walt disney ? .)

    grz degli auguri – tutti ricambiati !

    ciaomiao

    .)

    v

    IL NARRATORE PER VIOLACOLOR.

    Te la racconterò la favola che vuoi. Giuro! :-)

  5. wow…e ancora ‘wow’!!

    sorrido ancora alla sorpresa di aver letto un post cosi ‘diverso’ da quelli in cui di solito ci si imbatte sui Blog.

    Cmq grazie del tuo passaggio,

    ne approfitto per augurarti un felice e sereno Buon Natale!

    :) a presto

    IL NARRATORE PER BOTEROGIRLS.

    Ti ringrazio degli apprezzamenti espressi per le mie storie e spero che torni presto! :-)

    Contraccambio sinceramente i tuoi Auguri.

  6. Mio Cavalier Narrante!!!Amico fedele!!!ho scritto qualcosa per voi … sta arrivando a bordo di … UNA PIUMA!!! :-D DD Ginevra

    IL NARRATORE PER MILADY!

    La Vostra piuma è arrivata, Madonna!!!

    “Trasformerò” le “delizie” che trasporta nel più bell’Augurio per il Nuovo e certamente splendido Anno!

  7. Tanti Auguri Narrrrryyyyyy :-) ))

    IL NARRATORE PER NENET & LE CUGINE.

    Grazieeeeeeeeeeeeee!!!!! Anche a tutte voi! :-)

  8. Mi sono incantata a leggere questa meravigliosa storia…tutto il mio stupore è racchiuso negli Auguri che ti lascio scritti qui per un buon Natale…ps:…le ultime 4 strofe, però, mi hanno fatta cadere dalla poltrona… ^(

    IL NARRATORE PER DOLCEINQUIETUDINE.

    Sono veramente felice che tu sia rimasta incantata. Verrò a ricambiarti gli Auguri!! :-)

    P.S: Devi spiegarmi perché sei caduta dalla poltrona. Proprio non lo capisco. Spero comunque che tu non ti sia fatta male. :-) ))

  9. Ciao N., passo di qui dopo tanto tempo e tante storie che hanno coinvolto e travolto i miei giorni.

    Leggerti è, come sempre, una gioia: le tue parole provocano da sempre in me un improbabile misto di calma serenità e scintille di piacere.

    Buon Anno Nuovo. Un abbraccio

    Cin

    IL NARRATORE PER CINCIN.

    E’ davvero splendido sapere che le mie parole accompagnano le tue sensazioni!

    Ti abbraccio anch’io. :-)