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Il Narratore. Sull’erba.

Ci pensai. Ci ripensai a lungo. Ci penso ancora adesso.

Eppure non sono riuscito a capire perché quella ragazza mi folgorò già dalla prima occhiata che le dedicai.

Fino ad un istante prima il mio era uno sguardo annoiato, lento, distratto, al limite del più disperato disinteresse.

Ma quando arrivò a lei dopo un lungo giro d’orizzonte fu come se avessi infilato due dita in una poderosa presa di corrente ad alta tensione.

Una tensione che mi esplose dentro e che da allora non mi ha più abbandonato.

I suoi occhi erano grandi e sgranati. Proprio quelli di una bimba meravigliata ed anche un  po’ spaventata.

E mi guardavano come se si fossero improvvisamente trovati al cospetto del Partenone nel bel mezzo di una baraccopoli.

Luminosi e vivaci. Pieni di una vita nata per incanto, in un baleno.

Io sinceramente non ho mai avuto la vocazione del Tempio Greco, né tantomeno ho mai pensato di potermi sentire tale. Eppure per un attimo ci riuscii.

Poi mi persi in quegli occhi e tornai alle mie normali dimensioni di cabina balneare allegra e colorata. Dipinta felicemente a larghe fasce bianche e rosse.

Era terribilmente carina, tanto da apparire decisamente bella con quel viso regolare incorniciato da lisci e fluenti capelli castani, il naso perfetto, le labbra morbide e ben disegnate.

Alta poco più della media, la vita stretta faceva risaltare uno strepitoso paio di seni tondi ed elastici, non esageratamente grandi, che la tunichetta leggera non riusciva a nascondere. Anzi. Il suo respiro, fattosi improvvisamente affannoso, increspava la stoffa mettendone in risalto la morbida e sin troppo evidentemente soda consistenza.

Le gambe erano lunghe e slanciate ed il fatto che fossero forse un po’ troppo magre per i miei gusti metteva in risalto la sontuosa pienezza del busto rendendola ancora più desiderabile.

Dopo averla guardata, anzi spudoratamente squadrata, dall’alto verso il basso e viceversa tornai ad incrociare quel suo incredibile sguardo e solo allora mi resi conto che lei aveva infilato le dita nella mia stessa spina. E che la corrente elettrica stava attraversando contemporaneamente i nostri corpi proprio come il desiderio attraversava le nostre menti.

Feci un passo nella sua direzione senza curarmi di quelli che le stavano accanto. Lei ne fece due verso di me.

Farfugliando in qualche modo il mio nome , quello che solitamente annunciavo con voce stentorea,  le porsi la mano. La prese tra le sue, sorrise e mi fece arrivare il suo direttamente ai timpani sulle ali delle vibrazioni di un sorriso smagliante.

Ci trovammo fuori del locale senza sapere come ci eravamo arrivati.

Io avevo ritrovato l’uso delle corde vocali, comunque del tutto inutili mentre lei mi cinguettava allegramente tutto quello che le veniva in mente riguardo se stessa.

E non era poco.

Inframmezzava senza sosta le cose che mi narrava con considerazioni estemporanee sugli  amici che aveva piantato in asso, su come fosse felice del nostro inatteso incontro, su come l’avevo guardata e sull’effetto dirompente che il mio sguardo aveva avuto su di lei.

Confessioni assolutamente disarmanti.

Non era la prima volta che mi dicevano che quando guardo con interesse una donna sembra che la spogli con gli occhi. Mi disse di essersi sentita totalmente nuda davanti a me ma  fu la prima a farmi una descrizione tanto accurata e dettagliata di quello sguardo che alla fine non sapevo se sentirmi ridicolo, lusingato o, molto più tragicamente, l’immagine vivente di un maniaco sessuale.

Ridemmo a lungo di questa e di tante altre cose camminando mano nella mano lungo i viali alberati e discreti del parco che ospitava il pub che ci aveva fatti incontrare.

La temperatura era quella di una Primavera autentica, non imbastardita dalla cronica assenza delle mezze stagioni. L’aria frizzante, ma tiepida, era mossa da una brezza leggera che a tratti ci lasciava il segno sulla pelle.

Ma forse era l’eccitazione a lasciarci addosso il suo segno inconfondibile.

Mi appoggiai ad un albero e quando me la tirai addosso con un gesto semplice e non premeditato sentii attraverso la stoffa leggera dei nostri abiti che ogni ansa del suo corpo inseguiva tutte quelle del mio.

Non fu uno dei soliti baci, per quanto belli ed emozionanti siano anche quelli soliti quando ce li scambiamo con la persona giusta.

Le succhiai le labbra, indugiandovi a lungo per non perdere nemmeno una goccia

della freschezza di cui le bagnava prima di porgermele. Le mie dita si muovevano su di lei quasi fossero sincronizzate con la lingua che le facevo guizzare senza sosta nella bocca che mi offriva senza ritegno.

Era totalmente abbandonata tra le mie braccia, incollata a me come fossi la sua ultima e disperata ancora di salvezza. Ed il suo abbandono mi faceva percepire quella bocca dischiusa come fossero le sue cosce aperte.

L’apriva alla penetrazione della mia lingua con la stessa intensità di una resa senza condizioni.

Accolsi i suoi seni nelle mani aperte a coppa, giocai con i suoi capezzoli inturgiditi fino ad esasperarla ed esasperandomi con lei. Il mio cazzo pulsava contro la fica che mi spingeva incessantemente contro singhiozzando di piacere in preda agli spasmi che la squassavano ritmicamente.

Incuranti lasciammo che alcune sagome indistinte si avvicinassero e passassero oltre fino a quando non mi resi conto a fatica che, nonostante la nostra indifferenza agli agenti esterni, in quel posto non avrei potuto farle l’amore come volevo.  E come mi stava facendo sentire di desiderare.

Ci mettemmo a correre come due adolescenti in calore verso una siepe non distante che separava un vialetto laterale dal folto prato all’Inglese.

Ancora una volta mano nella mano.

Non le girammo attorno ma la scavalcammo come due strepitosi campioni dei 110 ad ostacoli, atterrando sull’erba morbida l’uno nelle braccia dell’altro.

Bastò un attimo perché ci rendessimo conto della comicità della situazione e scoppiassimo in una fragorosa risata.

Poi il mio sguardo le scivolò lungo il corpo, fino alle gambe lasciate generosamente scoperte dal vestito che dopo l’imprevista performance atletica le era rimasto sollevato fino al virgineo celeste delle  mutandine.

Fu allora che la sua espressione mutò, il suo sguardo divenne torbido. Aprì molto lentamente le gambe sino a quel momento appena schiuse. E mi sorrise invitante.

Solitamente il celeste è un colore che mi rilassa, eppure la calma lentezza con cui presi a togliergliele era apparente, profondamente falsa. Mascherava la foia violenta che mi stava spingendo a fotterla selvaggiamente e subito.

Invece mi chinai su di lei e ripresi a baciarle la bocca, il collo, le orecchie ancora più intimamente di quanto avessi fatto fino a qualche minuto prima.  Senza staccarmi da lei le accarezzavo l’interno delle cosce per godere del contatto con quella pelle levigata, sericea. Ma anche per costringerla a tenermele spalancate.

Il contatto con l’erba fresca ma non ancora bagnata dalla brina era estremamente gradevole ed eccitante, ciononostante mi tolsi la giacca leggera di lana mista a  seta e ne feci un giaciglio per lei.

Non fu difficile liberare il suo corpo da quella tunichetta pur senza smettere di baciarla. Le tette ne schizzarono fuori ballonzolando allegramente. Ed altrettanto allegramente lasciai che la mia lingua percorresse la distanza che le divideva dalle labbra che stavo violando.

La luce fioca e lontana di un lampione illuminava appena la sua silhouette e quel gioco di chiaroscuri ingigantiva la mia eccitazione. I capezzoli erano turgidi fino all’esasperazione, ma restavano piccoli e delicati e quasi scomparivano nella voracità della mia bocca.

Intrecciai a lungo le dita nei peli che le guarnivano la fica prima di frugarla e stringerle il clitoride tra i polpastrelli. Presi a comprimerlo forte con il pollice quando le feci scivolare dentro l’indice ed il medio. Un’impresa che mi riuscì, nonostante lei fosse molto stretta, soltanto perché era terribilmente bagnata, colma degli umori che le colavano incessantemente dentro riempiendole la vulva pulsante.

Cominciò a gemere sommessamente. Inarcando il corpo lo spingeva verso la mano che la penetrava raccogliendo tutto il suo liquido piacere.

Aveva solo accennato a qualche timida carezza quando mi decisi a sbottonarmi i pantaloni ed a metterle il cazzo nella mano.

Sobbalzò prima di prendere a menarmelo lentamente  restituendomi il piacere che le stavo dando tra le cosce aperte.

A volte mi eccita terribilmente fare l’amore con gli abiti appena scostati di quel tanto che permette intime carezze e profonde penetrazioni. Ma quella volta sentii l’esigenza di essere nudo com’era nuda lei.

Mi liberai freneticamente dei resti di quello che era stato un abbigliamento elegante e mi distesi sopra di lei.

L’afferrai a due mani per le chiappe, che si rivelarono degne del suo corpo sodo, e con qualche deciso movimento delle braccia la costrinsi a sollevare le gambe al cielo.

Urlò silenziosamente quando ficcai quella sua fica stretta e pulsante. Quasi vergine. Dentro fino alle palle solleticate dall’erba. Che ribollivano della sborra che trattenevo disperatamente per ingigantire e prolungare il mio godimento ed il suo.

Il resto è storia. La nostra storia.

~ di Il Narratore on 11 Febbraio 2010. Tagged: , , , , , , , , , , , ,

13 Risposte to “Il Narratore. Sull’erba.”

  1. In quanto Regina delle fate e dei boschi, approvo la location. Boschi, alberi, prati. La prossima volta chiamami che ti faccio arrivare la provvidenziale nebbia a proteggere i tuoi amori da sguardi indegni. :) )

    Sempre più belle le tue storie.

    p.s. ehhehe la parolina è TAURO. Ti chiamerai mica

    Mino?

    IL NARRATORE PER TITANIA.

    Grazie!!!

    Ma per carità!!! Fortunatamente non mi chiamo Mino, anche se “qualcosa del Tauro” ce l’ho!!!!

    E non sono le corna. :-) )

    Quanto alla nebbia, se ne può parlare. :-)

  2. ma come non è la “donna” del Re di Saturno???

    Ahi narratore non la racconti giusta: bella la foto.

    IL NARRATORE PER L’ANONIMA NINA.

    Vorrai dire che non te la “narro” giusta. Io sono “Il Narratore”!!! :-) )))

    Re di Saturno? Non ho il piacere e sinceramente non ho capito! :-) )

  3. Ciao Il Narratore,
    bello quando usi il termine \"farle l\’amore\". Sà di piacere \"donato\" prima che ricevuto. Rari sono gli uomini che pensano al piacere della propria donna e che lo sanno fare bene!!
    Hai notato che nella nuova piattaforma son in bella mostra anche i tag? :-D DDDDDDDDD
    \’notte!!!
    Lara ;-)

  4. IL NARRATORE PER LARA.
    E’ esattamente quello che intendo trasmettere. E sono felice che tu abbia colto questa delicata sfumatura! :-)
    Ed anche i tag in bella mostra, in fondo sono molto evocativi!!!!

  5. Ehilà! :-) volevo vedere la tua nuova casa! :-) Non so ancora se questo grigio mi piace…ero abituata alla calda tonalità del precedente! :-)

  6. IL NARRATORE PER GIOVANNA.
    Io invece so che che a me non piace! :-)
    Ma è l’unico che mi ha permesso di importare la colonna, sia pure tutta incasinata!!!!!!!!!! :-)

  7. trovo che la vocazione del Tempio greco ti renda affascinante anche ai miei occhi

    IL NARRATORE PER DOLCEINQUIETUDINE.
    Davvero? Ma allora mi faccio fare subito una restauratina!!!!! :-) )))

  8. solo un saluto… in queste pagine nuove ma dove non capisco molto….un modo per bussare alla tua porta e lasciarti un piccolo sorriso! S.

    IL NARRATORE PER SIGNORINA.
    E’ già un mezzo miracolo che tu sia riuscita a lasciare un commento, in questo inenarrabile caos!! :-) )
    Un commento, un sorriso ed hai lasciato anche il segno!!
    Io, invece, non mi muovo. Ed aspetto pazientemente che questi incapaci sistemino le cose. Ammesso che ci riescano! :-)

  9. Riesco solo ora ad entrare nelle nuove pagine del tuo blog…impresa ardua!!!

    IL NARRATORE PER KUKI.
    Adesso che ci sei riuscita mi aspetto che torni presto, sempre che ti faccia piacere. :-)

  10. Ciao Narry!!!
    Mì cuggina m’ha riferito … ;-)
    Er probblema è sto ca … de underscore che impedisce a chi navica cò ESPLORE de commentà. Stò a spettà che me facciano cambià er dominio così se risolve er probblema. Io e Ginevra cambieremo indirizzo e appena lo famo te famo sapè!!! Stacce beneeeee :-D
    Bbbona domennica!!!
    Me fai morì co sti tagghe :-D :-D

    IL NARRATORE PER ILARI.
    Eccerto che voglio il vostro nuovo indirizzo. Altrimenti non saprei dove venire ad insidiare le vostre tenere carni! :-)
    E per quanto riguarda sto ca… de underscore ho èpubblicato proprio oggi il mio grido disperato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :-) :-) :-)

  11. ciao narratore:)) perchè non riesco a leggere la prima parte del post?
    cmq, dal resto deduco che i tuoi racconti rimangono come sempre, molto sedducenti.
    un abbraccio da misty

    IL NARRATORE PER MISTY.
    Trovo molto bello che le mie storie continuino a provocarti piacevoli emozioni!
    Ed anche del tuo abbraccio!!!! :-)

    P.S: Per quanto riguarda il problema di cui mi parli credo di aver capito che possa dipendere dalle diverse edizioni di Explorer che si usano. Con Firefox risulta perfettamente leggibile. Ma anche con Explorer dovresti riuscire a leggerlo cambiando lo sfondo. Spero che funzioni. In fondo la parte iniziale della storia è quella che mi provoca le emozioni più intense. :-)

  12. Che strano entrare in questa tua nuova veste dopo diverso tempo….effettivamente come già qualcun’altra ha commentato,il colore precedente era molto più avvolgente!
    é sempre bello leggere le tue storie….e di mie vorrei ancora raccontartene!Un dolce bacio…
    Ofrys

    IL NARRATORE PER OFRIS.
    In effetti considero l’attuale veste grafica ancora sperimentale. Ne ho provata una che mi sembrava abbastanza avvolgente, ma lo era forse “troppo” e le mie visitatrici non riuscivano a leggere nulla! :-)
    Per quanto riguarda le tue storie sai che sono sempre disposto ad ascoltarle attentamente. E molto volentieri!
    Potrai farlo quando vuoi! :-) )

  13. Anche questa storia niente male, ci piace ovviamente il genere e ci piace proprio come scrivi. La foto è molto bella, con quel pizzico di primitivo tra il rapporto uomo/donna.
    Complimenti,
    continueremo a leggere ogni tanto questo blog.

    IL NARRATORE PER DIDO.
    Simpatico alias il tuo! Mi fa pensare a Didone, con tutti gli stimoli erotico-sessuali che questo comporta. :-)
    Grazie per l’apprezzamento!