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Fiotti di piacere

- Apri le cosce! – Glielo dissi con un tono suadente, quasi un sussurro che contrastava decisamente con l’apparente brutalità delle mie mani aperte che la squarciavano davanti ai miei occhi. – Solleva le ginocchia! – Ma prima ancora che la mia voce arrivasse ai suoi centri nervosi tesi come corde d’acciaio le avevo già afferrato le caviglie costringendola a piegare le gambe.

Adesso era distesa sul tappeto che giaceva davanti alla mia scrivania, le braccia sollevate sopra la testa, le dita che annaspavano alla disperata ricerca di un tessuto impossibile da costringere nelle sue piccole mani.

La gonna corta di seta leggera posata sul ventre, sollevata quanto bastava a scoprirle la fica, le scivolava ora al di qua ora al di là delle cosce ad ogni movimento che le imponevo.

Le mutandine strappate le erano rimaste lascivamente arrotolate attorno ad un ginocchio.

Tenevo la testa tra le sue gambe e la guardavo, prolungando l’attesa del piacere che mi avrebbe procurato incollarle la bocca addosso per bere ogni goccia del suo godimento.

Parlavo a voce bassa, quasi a me stesso. Avevo affidato alle mie mani ogni forma di comunicazione con la donna che tenevo sotto. Mi piaceva pensare che lei mi stesse subendo, che le stessi imponendo la mia voglia di lei, le mie voglie di tutto quello che fino a qualche minuto prima aveva considerato solo suo, nella piena disponibilità dei suoi bisogni. Non dei miei.

Ma avevo capito sin da quel primo sguardo che deliberatamente e sfrontatamente incrociai con il suo quando ci presentarono che lei avrebbe fatto qualsiasi cosa io avessi voluto, che avrebbe eseguito qualsiasi ordine le avessi impartito con le mani, con il corpo, con gli occhi, con la lingua. Parlata o ficcata.

L’avevo capito. O avevo creduto di capirlo. Ancora oggi che la sottometto e la posseggo totalmente non ne parliamo mai.

Probabilmente fu per questo che, nonostante l’immediata consapevolezza del mio potere su di lei, lasciai che il nostro rapporto andasse evolvendosi con lentezza estenuante. Passando attraverso tutte le fasi della conoscenza. Da quella superficiale degli sguardi intriganti ed intrigati a quella profonda dell’incontro delle menti curiose e via via sempre più affascinate l’una dall’altra.

Il tempo della scoperta reciproca non era ancora finito, né tantomeno era esaurita la dose di piacere che ci procurava l’attesa, quando, senza che avessimo fatto nulla perché accadesse, ci ritrovammo immersi in un gioco di ammiccamenti e di sorrisi, di sfioramenti e di toccatine, di visti e non visti, di sguardi diretti ed improvvisamente distolti, insomma di preliminari a qualcosa che avevamo volutamente relegato nella sfera del sogno e che adesso ci assaliva improvvisamente con la violenza totale ed assoluta che solo il desiderio inconsciamente represso sa alimentare.

Questa sorta di petting virtuale solo parzialmente celato dietro una facciata di elegante distacco fatta di sorrisi appena accennati e di futili chiacchiere si era rapidamente avvicinato al momento dell’inevitabile epilogo mentre eravamo a pranzo nel mio ristorante preferito.

Profumi e colori della mia terra tutt’intorno a noi. Oggetti della tradizione popolare ovunque, in una sorta di caos organizzato, di disordine voluto al solo scopo di esasperare i sensi dei visitatori. Di ingigantire la loro consapevolezza della terra che li ospitava per assorbirli ed annullarli totalmente nelle sue antiche storie di fuoco e di acque, di odori intensi e gusti forti, di emozioni del corpo e sensazioni della mente.

Un sottofondo fatto di brusii discreti e di musica indigena scelta sapientemente tra folk e nostalgia amalgamava piacevolmente tutte queste sollecitazioni sensoriali caricandole di voglie terrene e di provocazioni erotiche.

Io mi sforzavo di comportarmi da gentiluomo e lei impegnava tutta se stessa nel nascondere la tempesta ormonale che la stava squassando, ma entrambi sapevamo perfettamente quello che stava accadendo e sopra tutto quello che sarebbe accaduto di lì a poco.

Incredibilmente mangiammo molto lentamente, masticando accuratamente ogni boccone come se ciascuno di noi cercasse nel cibo il sapore dell’altro.

Ognuno di quei bocconi era una penetrazione. Ogni sorso di vino un fiotto di piacere schizzato nella sua gola avida, bevuto tra le sue cosce generose.

Quando uscimmo il taxi ci aspettava davanti alla porta con lo sportello aperto. Risposi al sorriso complice dell’autista, sin troppo evidentemente ispirato dal nostro evidente essere amanti, con la secca e precisa comunicazione dell’indirizzo.

Seduto accanto a lei sul sedile posteriore dell’auto non distolsi mai i miei occhi dai suoi così come con la mano non cessai mai di frugarla sotto lo gonna.

Salii adagio dalle ginocchia all’inguine. Con la decisa delicatezza del desiderio scostai con le dita le mutandine quasi impalpabili, le intrecciai ai folti peli che le crescevano lussureggianti nel grembo, giocai a lungo con il clitoride eretto raccogliendo nel palmo della mano la linfa che le mie sollecitazioni le facevano sgorgare copiosa.

Durante tutto il percorso non smise mai di venirmi della mano che la ficcava. Non smise mai di godere di quello che le facevo e che sapeva le avrei fatto.

Le banconote che detti al tassista avevano il profumo di lei. Tutto aveva il profumo di lei quella sera.

E adesso, distesa sul mio tappeto, aspettava che la impalassi con il sorriso dell’innocenza violata.

Si muoveva, impercettibilmente ma si muoveva mentre con la punta della lingua facevo il periplo della sua fica, l’aprivo, la ficcavo, la succhiavo. Con il clitoride tra le labbra, prima, e poi tra i denti mano a mano che i fremiti del suo ventre diventavano più intensi. Ritmici in principio per esplodere nella frenesia ad ogni orgasmo che mi scaricava in faccia.

E ad ogni orgasmo ricominciavo a berne i fluidi delicati, profumati di femmina, fragranti di lei.

Senza sollevare la bocca dal suo ventre lasciavo che le mie mani annaspassero su di lei.

Alla cieca le tolsi di dosso i vestiti, ma grazie ai movimenti del suo corpo, alle vibrazioni della sua pelle era come se la vedessi. Riuscii a godere del ballonzolio morbido delle sue tette quando le feci schizzare fuori dal reggiseno che mi gettai dietro le spalle.

Era nuda.

Mi sollevai in ginocchio tra le sue cosce rimaste aperte, la guardai a lungo seguendo minuziosamente le gradevoli linee del suo corpo affannato, tirai fuori il cazzo dai pantaloni e senza fretta lo presi nella mano destra.

Mentre glielo avvicinavo alla fica bagnata della mia saliva mista agli umori scaturiti dai suoi incessanti orgasmi la guardavo inseguendo lo sguardo che la percorreva tutta come fossi in trance.

Avvicinandomi a lei esplorai ogni centimetro del suo corpo.

Gemette quando le strusciai la cappella contro il clitoride. Sollevò il bacino offrendosi alla penetrazione. La voleva. La cercava.

Eravamo entrambi ossessionati da quello che stavamo facendo e dall’idea fissa della conclusione del nostro amplesso.

La ficcai lentamente ed alla fine la impalai con decisione e la pompai freneticamente fino a svuotarglielo dentro a schizzi, a fiotti, riempiendola della mia sborra densa e tiepida.

Voleva che la sentissi annullata sotto il peso del mio corpo che la sbatteva e me lo disse. Era quello che volevo anch’io, e continuai a farglielo. Incessantemente. Colpo dopo colpo.

Trascorse molto tempo prima che la liberassi dalla mia stretta. Lo feci soltanto per liberarmi degli abiti e tornare sopra di lei.

Ora la mia pelle nuda incontrava la sua centimetro dopo centimetro e godeva di quel contatto con la stessa intensa frenesia che aveva animato il mio cazzo al contatto con le pareti gonfie e pulsanti di desiderio della fica che aveva offerto al piacere della penetrazione.

Ora scrivo ancora di lei, per l’ennesima volta. Scrivo di lei che giace alle mie spalle, distesa sul letto, gli occhi rivolti al soffitto.

Pieni di stelle.

~ di Il Narratore on 1 Marzo 2012. Tagged: , , , , , , , , , , , , , , , ,

4 Risposte to “Fiotti di piacere”

  1. Bel Racconto, davvero. Descrittivo quanto basta per far viaggiare la fantasia ma con le giuste indicazioni per immaginarsi bene la scena. Ottimo veramente, ci è piaciuto molto. Saluti

  2. Un Racconto bellissimo, inviterò le ragazze del mio forum a leggere questo blog molto ben fatto….se volete dare un’occhiata al forum questo è il link http://liberalibido.forumattivo.it/

    IL NARRATORE PER BAUBY.
    Ti ringrazio per le simpatiche parole di apprezzamento e, sopra tutto, per l’invito che hai rivolto alle “ragazze”! :-)

  3. Caro sognatore,
    ho visto con piacere il tuo blog.

    Ho sempre pensato che si parlasse di sessualità e piacere sessuale in una maniera un po’ stereotipata dando per scontato che ci siano dei comportamenti giusti e dei comportamenti sbagliati. Siccome mi sto laureando in psicologia, ho approfittato della mia tesi di laurea per vedere se riuscivo a ribaltare un po’ questa idea. Ho costruito un questionario, la maggior parte delle domande sono aperte proprio perchè mi piacerebbe raccogliere testimonianze di persone che si vivono la propria sessualità come meglio credono senza definire già categorie preconfezionate (e magari riduttive). Ho visto il tuo blog, la libertà con cui scrivi, ed ho pensato che potrei proporre la mia intervista anche a te, proprio perchè chi meglio di te può darmi dei punti di vista che sembrano altrimenti destinati a rimanere nell’ombra?
    Non si tratta di autopromozione perchè è interamente anonimo, e non ha nessunissimo fine di lucro. Ti ho scritto il senso di postarlo nel tuo sito con la massima sincerità.

    Ti ringrazio davvero e chiedo scusa per il disturbo.

    Link:
    https://www.surveymonkey.com/s/indaginepiacere

    IL NARRATORE PER CLA.
    Ti ringrazio per l’intervista a cui ho risposto con vero piacere. Spero di esserti stato utile, ma se avessi bisogno di ulteriori chiarimenti non esitare a metterti in contatto con me.
    Ti chiedo scusa per il ritardo con cui ti rispondo. Questo è un periodo in cui sono molto impegnato. Ed allora nel tempo libero che mi resta mi trovo davanti ad un terribile dilemma: o faccio l’amore, o ne parlo! :-)

  4. Bel blog… Passerò a visitarlo spesso.

    Se ti va, vieni a visitare il mio blog: anche io ogni tanto mi cimento nel raccontare la mia vita sessuale (e non è da tutte ;-P )

    http://mydeepinside85.blogspot.it/

    Un saluto, a presto!

    IL NARRATORE PER MYDEEPINSIDE.
    Grazie per l’invito. Ti ho “visitata” ed è stato un vero piacere.